Orazi e Curiazi: Il Mistero Attorno Alla Leggenda

Orazi e Curiazi: Il Mistero Attorno Alla Leggenda

Molte leggende si sono susseguite a Roma nel corso delle varie epoche. Non fa eccezione la leggenda degli Orazi e dei Curiazi, di cui vi andremo a parlare oggi.

La guerra tra Roma e Albalonga, quando la città eterna era sotto il comando del terzo re di Roma, ovvero Tullio Ostilio, fu un esempio di come la forza, in realtà, perda contro l’astuzia. Infatti, la mossa ingegnosa finale di questa storia, se non la conoscete, vi stupirà.

La furbia è il modo per vincere in guerra

Come i romani sottomisero Albalonga

Questa vicenda ci è stata tramandata grazie allo storico Tito Livio. È proprio sulla base dei suoi scritti che possiamo conoscere quel periodo storico e soprattutto la leggenda attorno alla rivalità fra la città di Roma e Albalonga.

Queste due città si contendevano le origini del mito di Romolo. In questo senso, Roma e Albalonga si sfidarono per primeggiare e governare sul territorio. Tuttavia, sia Tullio Ostilio, sia il comandante delle truppe della fazione di Albalonga, decisero di cessare l’ostilità.

Poiché la guerra stava togliendo energie ad ambedue le città e nessuna stava vincendo, i sovrani decisero che si sarebbero scontrati un’ultima volta: le due fazioni rivali schierarono il proprio “esercito”.

È qui che comincia la leggenda: il re di Roma schierò i tre fratelli Orazi, che erano i figli di Publio Orazio. Albalonga invece schierò tre gemelli, i Curiazi.

La storia degli Orazi e dei Curiazi è attendibile?

Ci viene narrata dallo storico Tito Livio

Una curiosità ci viene riportata da Tito Livio: in realtà, non c’è una certezza che furono gli Orazi a essere schierati dalla parte romana. Tuttavia, la maggioranza degli storici dell’epoca convenne che fossero proprio loro.

Il duello rappresentò un momento importante, tanto che l’esercito di Roma e di Albalonga assistette, senza intervenire. Le cose, almeno inizialmente, si misero molto male per gli Orazi. Poco dopo l’inizio dello scontro, due di loro furono immediatamente uccisi.

Per la fazione di Albalonga, solo due dei Curiazi avevano riportato ferite, ma non in modo grave. L’unico degli Orazi che restò in vita capì subito che non avrebbe mai potuto vincere lo scontro.

Cosa fece?

Be’, cominciò a correre verso Roma, scappando dal luogo del duello.

La ferocia dei Curiazi e l’astuzia degli Orazi

Alla fine, i Curiazi trovarono la morte

Fu una mossa ingegnosa, perché i tre gemelli, che ovviamente cominciarono ad inseguirlo a spron battuto, non avevano calcato che solo uno era “sano”, mentre gli altri, a poco a poco, rimasero indietro.

Il primo a raggiungere il membro rimasto in vita degli Orazi fu trafitto improvvisamente dalla spada di quest’ultimo. Anche gli altri due lo raggiunsero, ma essendo feriti vennero sconfitti in breve tempo.

Ovviamente, Albalonga si sottomise alla città di Roma, riconoscendole il merito di avere schierato gli uomini migliori.

La seconda curiosità in merito alla leggenda degli Orazi vede la sorella dell’uomo rimasto in vita. Quest’ultima si offese molto, perché era promessa sposa a uno dei gemelli dei Curiazi.

L’uomo arrivò ad ucciderla per farla tacere.

Una storia e una leggenda sanguinolenta, di cui, probabilmente, non sapremo mai tutta la verità.

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