Strapon: il pegging di coppia

Strapon: Storia e usi di questo sex toy

Il sesso è la chiave di volta di un rapporto: se non ce n’è o va male la storia non funziona.

È vano il tentativo di minimizzazione, il sesso è fondamentale e saperlo fare determina la differenza tra un buon feeling o no.

L’epoca in cui viviamo è una delle più libere sessualmente: oggi non ci si deve più nascondere dietro il conformismo, si è liberi di sperimentare ciò che si vuole in coppia.

Se prima infatti c’era un sexy shop solo nelle grandi città, nascosto nelle vie più periferiche, oggi non è più così.

I sex toys sono a disposizione perfino nei distributori automatici.

Si comprano, si usano, e non sono più un prodotto di nicchia



Lo strapon cos’è


Uno dei sex toys più utilizzato è lo strapon, ovvero il fallo indossabile sia per la donna che per l’uomo.

Quello per l’uomo è cavo all’interno, in modo da poter infilarci il proprio pene, aumentandone così le dimensioni; quello della donna invece è in jelly, in silicone o in lattice.

Si indossa grazie ad una cintura o ad una mutanda e poi si utilizza.

Spesso viene accompagnato da un lubrificante perché essendo artificiale, non si autolubrifica come un pene vero.

Lo si può trovare di varie dimensioni, colori, vibrante o non.

Ma anche doppio nella variante due falli uno per la penetrazione anale e uno per la penetrazione vaginale; oppure lo strapon doppio ha un fallo rivolto verso l’interno per la penetrazione di chi indossa la cintura: mentre si agisce sull’altra persona si gode grazie alla penetrazione del fallo.

Lo strapon è un sex toys abbastanza economico: il suo costo varia da un minimo di quaranta euro fino a superare i cento per i modelli più sofisticati. 

Alcuni cenni storici sullo strapon


All’inizio c’era il dildo: un oggetto che riproduceva il pene ed era costituito dai materiali più svariati (ossa, pietra).

Lo scopo principale dei dildo primitivi era religioso o artistico. Abbiamo ritrovamenti di dildi addirittura del Paleolitico, nell’area francese, alle Gorges d’Enfer (Gole d’inferno).

Ci sono dildi di 4 mila anni fa, ritrovati in area cinese, che si trovano esposti al Museo dell’Antica Cultura Sessuale Cinese in una cittadina vicino Shangai, Tong Li.

È noto ai più che nella Magna Grecia si utilizzassero dildi in cuoio per la penetrazione anale e olio d’oliva per la lubrificazione.

Ma nelle epoche successive quale fosse l’uso dei dildi si è perso nel tempo.

È rimasta solo traccia storica del loro utilizzo nella Zanzibar dell’800. Nel XIX secolo si possono trovare tracce pittoriche di donne con lo strapon, del resto il loro uso viene accennato anche nel Kamasutra.

Ma bisogna aspettare l’inizio del 900 perché lo strapon entri a pieno titolo nel mercato e – com’è facile immaginare – la sua clientela d’elezione è quella lesbica: viene utilizzato infatti dalle donne in un rapporto omosessuale per la penetrazione.

Ma dagli anni 90 lo strapon cambia la sua destinazione d’uso privilegiata: entra anche nei letti delle coppie eterosessuali.

Le donne iniziano ad usarlo per penetrare i propri partner.

Dapprima viene utilizzato solo nelle pratiche sadomaso in cui la donna (mistress nel linguaggio sadomaso) domina il proprio schiavo uomo (slave).

Poi il suo utilizzo si è ampliato anche alle coppie che semplicemente vogliono sperimentare qualcosa di nuovo, o – scevre da pregiudizi- amano godere appieno delle infinite possibilità di piacere dei propri corpi. 



Lo strapon e il pegging


Se è facile immaginare l’uso dello strapon che una coppia lesbica possa fare, è molto più difficile e accettabile socialmente l’uso dello strapon di una donna in una coppia etero.

Nel 1998 Carol Queen, sessuologa americana avanguardista, presentò al pubblico un documentario in due parti, Bend Over Boyfriend, che mostrava l’uso dello strapon nelle coppie eterosessuali.

Il pegging è la penetrazione con uno strapon della donna su un uomo: un totale sovvertimento dei ruoli che porta entrambi i partners a sperimentare un piacere finora sconosciuto.

Molti tabù sessuali circonfondono questa pratica sessuale, tuttavia ormai è molto più diffusa di quanto si pensi.

Il pegging prevede esclusivamente l’uso dello strapon: infatti l’utilizzo di un dildo, un vibratore o le mani stesse non sortiscono lo stesso effetto psicologico di uno strapon. 



Il piacere della donna e quello dell’uomo


L’uso dello strapon da parte della donna la porta ad un livello di piacere massimo soprattutto psicologicamente: l’inversione dei ruoli, la possibilità di far sperimentare ciò che lei abitualmente vive, l’idea di dominanza implicita in questa pratica sessuale, fa sì che aumenti notevolmente il piacere sessuale.

Ma l’uomo? L’uomo può goderne altrettanto: infatti il godimento maschile non è esclusivamente quello che ricava con la penetrazione o la masturbazione.

L’uomo ha il suo punto L: l’equivalente del punto G per la donna.

Si tratta di una zona erogena posta fra testicoli e ano, all’altezza del perineo, che con l’uso dello strapon viene opportunamente stimolata e fa raggiungere vette di piacere insospettabili.

A definire il punto L maschile è stata una psicoterapeuta e sociologa, Elisabetta Leslie Leonelli, che ha spiegato come questo punto L venga stimolato sia attraverso il sesso orale (se fatto in maniera tale da stimolare quel punto), sia attraverso il sesso anale.

Per quanto possa apparire inusuale agli occhi dei più, in realtà molte coppie ricorrendo all’uso di strapon e sex toys vari hanno ritrovato l’intesa perduta da tempo.

Per cui è il caso di dire: benvenuti strapon!

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